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Storia Ecclesistica



La presenza di Dio tra gli uomini.

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Marek Vaňuš

La presenza di Dio tra gli uomini.

La tradizione della «shekinah» in Neofiti e in Matteo.

“Tesi Gregoriana” Teologia 214

2015, pp. 432, 978-88-7839- 317-2

€28.00
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Attraverso lo studio della tradizione specifica della «shekinah», quale espressione reverenziale e interpretativa della Divina Presenza ricorrente nel periodo del rabbinismo tannaitico, il presente lavoro cerca di offrire un contributo alla comprensione del patrimonio comune tanto al cristianesimo delle origini quanto al giudaismo formativo. L’analisi biblico-teologica si concentra sull’individuazione dei motivi legati alle ricorrenze del termine e ai suoi echi nei due scritti esaminati: il targum detto «Neofiti» ed il vangelo di Matteo. Si occupa altresì dei risvolti riscontrabili rispettivamente nelle aggiunte interpretative e targumiche e nel contesto letterario del significativo sintagma «con voi» pronunciato da Gesù nei testi matteani. Un approccio comparativo e pragmatico permette di evidenziare sia gli elementi convergenti delle due correnti religiose del periodo post 70 d.C. – tra cui l’invito a fidarsi della guida divina e la rilevanza della «torah» - sia gli aspetti divergenti che contribuiscono alla specifica presentazione matteana di Gesù quale autentica «shekinah» e della comunità dei discepoli quale luogo in cui essa viene rivelata per mezzo dell’accoglienza e del perdono.

Vaňuš Marek, originario di Nitra (Slovacchia) è missionario religioso della Società del Verbo Divino (verbiti).  Ha compiuto gli studi per la licenza e per il dottorato in teologia biblica alla Pontificia Università Gregoriana. Attualmente insegna i corsi del Nuovo Testamento alla Facoltà di Teologia della Trnavskà Univerzita a Bratislava, Slovacchia.

 

The participation of non-Catholic Christian observers guest and fraternal delegates at the Second Vatican Council and Synods of Bishops

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Washington Christopher Thomas

“Tesi Gregoriana” Teologia 213

2015 pp. 352

978-88-7839-309-7  

€27.00
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The Second Vatican Council and the Synod of Bishop are connected by the fact that Pope Paul VI created the latter during the Council in order to keep alive the spirit of collegiality experienced by the Council Fathers. This link has also been evident in the themes chosen for each Synod since they have provided opportunities to unpack and apply the teaching of the documents of the Second Vatican Council to various aspects of the Church’s life. One topic that flows from the Council through each Synod is the Church’s teaching on Ecumenism. Although much has been written about the Council and the Synods in the context of Ecumenism, one component that has not yet received ample attention is the participation of the non-Catholic Christian observers and guest at the Second Vatican council and the fraternal delegates at the Synods of Bishops from various Churches, Ecclesial Communities and Ecclesial Organizations. The positive experience of the participation of the observers and guests at the Council eventually prompted the Catholic Church to welcome observers (later called fraternal delegates) to various assemblies of the Synod of Bishops. Therefore, the purpose of this dissertation is to study their participation more closely in order to provide a fuller understanding of these important ecclesial events and to analyze the implications it has for the understanding of the Church’s Magisterium.

 

Christopher Thomas Washington was ordained a priest for the Diocese of Scranton (U.S.A.) in 2006. He completed a licentiate in theology at the Pontifical Gregorian University in 2007. Following several years of ministry in his Diocese, he was asked to enter the Pontifical Ecclesiastical Academy in order to prepare for the Diplomatic Service of the Holy See. This doctoral dissertation, which was defended in 2015, was part of that preparation.

 

 

 

Las «Promesas de Dios« en San Pablo

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Aceituno Donoso Marcos

“Tesi Gregoriana” Teologia 211

2014, pp. 298

978-88-7839-295-3  

€25.00
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El objetivo de la tesis es realizar un ejercicio de exégesis bíblica neotestamentaria, concretamente en el ámbito el epistolario paulino. Hemos partido de un enganche léxico, el sintagma «promesas de Dios» (cf. Gál 3,21; 2Cor 1,20), sirviéndonos de las aportaciones de la aproximación retórico-literaria. Hemos contextualizado y estudiado las perícopas tanto desde la crítica textual como desde una lectura pormenorizada. Finalmente, las hemos cotejado para ofrecer una síntesis que ponga significativamente de relieve el alcance «teo-lógico» dentro del mensaje paulino, es decir, identificando la acción de Dios en el conjunto de la revelación cristiana tal como el Apóstol Pablo la presenta. Para ello hemos distribuido el estudio en tres partes. En la primera se ha profundizado en Gál 3,19-22 con su pertinente contextualización. A continuación se ha procedido a una lectura particularizada y finalmente, a una síntesis teológica. En la segunda parte se ha realizado simétricamente los mismos pasos aplicándolos a 2Cor 1,15-22. En la tercera se ofrece un cotejo y un desarrollo teológicos, ofreciendo como aportación específica cómo el Apóstol presenta la centralidad de Dios en la revelación cristológica y su relación con el Antiguo Testamento por medio de la categoría «promesas de Dios». Asimismo consideramos importante las conclusiones que la lectura retórico-literaria aporta nuestro estudio teológico.

Marcos Aceituno Donoso nació en Barcelona (España) en 1981. Es presbítero incardinado en la diócesis de Terrassa desde 2007. Licenciado en Teología por la Facultad de Teología de Cataluña en 2011, en la actualidad enseña en la misma. Asimismo ejerce de párroco en diversas parroquias y otros ministerios sacerdotales en su Iglesia local. Con la presentación de la presente tesis, ha conseguido el doctorado en teología (2014).

 

 

Tra fede e incredulità

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Fuzinato Silvana

“Tesi Gregoriana” Teologia 212

2014, pp. 365

978-88-7839-299-1  

€27.00
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L’episodio della guarigione del paralitico, che si trova in Gv 5, ha suscitato l’attenzione e l’interesse di molti studiosi, senza avere ottenuto, però la stessa fortuna di altri segni giovannei, come ad esempio, la guarigione del cieco nato (Gv 9) o la risurrezione di Lazzaro (Gv 11). E tuttavia, il racconto rappresenta uno snodo importante nella trama narrativa e teologica del Quarto Vangelo. Lo studio intende inserirsi nell’alveo delle diverse interpretazioni che sono state date nel corso degli anni, proponendo una lettura del testo che, oltre agli strumenti classici dell’ese­gesi, tiene conto anche della forza pragmatica del linguaggio. Ne deriva una lettura teologicamente densa e metodologicamente stimolante. Situato in uno snodo delicato e drammatico del «Libro dei segni», il rac­conto del paralitico costituisce l’«incipit» di un «dram­ma progressivo» che si dipana nella seconda sezione del Vangelo (capp. 5–10). Il contesto comunicativo rivela una comunità dilaniata da un duplice conflitto: uno esterno con il mondo giudaico, e uno interno con i secessionisti di cui si parla anche nella Prima Lettera. In questa situazione di lacerazione, il paralitico diventa un personaggio paradigmatico, attraverso il quale il lettore è invitato a entrare in un cammino di relazione con Gesù, il Verbo fatto carne, e a testimoniare questa relazione nella vita. La fede esige l’incontro, la perseveranza e la testimonianza. Solo così l’opera salvifica di Dio arriva al suo compimento e il credente fa esperienza di un Dio che ha inviato il suo Figlio non per condannare l’uomo, ma perché l’uomo abbia la via, l’abbia in pienezza.

 

Silvana Fuzinato, nata a Prnjavor (Bosnia ed Erzegovina) nel 1981, è membro della Congregazione delle Suore del Sacro Cuore di Gesù. Dopo aver ricevuto il baccalaureato nello Studio Teologico di Fiume affiliato alla Facoltà Teologica di Zagabria, ha proseguito poi il suo percorso accademico nella Pontificia Università Gregoriana (Roma), conseguendo prima la Licenza (2011) e poi il Dottorato in Teologia Biblica (2014).

 

 

 

 

La escatologìa como Comunión

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Rivas Pérez Eugenio

“Tesi Gregoriana Teologia” 209

2014, pp. 416

978-88-7839-287-8  

€30.00
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El objetivo de esta investigación ha sido mostrar la fecundidad de la metafisica blondeliana para iluminar y responder al carácter tensional de la vida de fe y de las afirmaciones escatológicas. El «ya» y el «todavía no» no son mas que uno en una relación  «idénticaa la exigencia de un magis»,«entre lo que queremos, porque tadavia no lo somos, y lo que queremos, porque lo habremos querido». No se trata de querer lo que somos sino de ser lo que queremos. Para ello nos hemos servido de las figuras de «don, kénosis y comunión» como consumación del destino del ser humano dentro de la historia de relación entre Dios y el mundo finito. Mostramos cómo la comunión, tal como se configura en la metafisica blondeliana, responde a lo que hemos propuesto como consistencia escatológica, es decir una ciencia escatológica practicante y no a practicar. La comuniòn como consortium divinae vitae representa la aspiración a la que tiende todo lo creado, omnia intendunt assimilari Deo! Aspirar a ella postula la ineficacia de alcanzarla y, en consecuencia, la necesidad del don y la exigencia de uma kénosis, entrar en ella no significa pararse, sino entrar en la dinámica de su infinita fecundidad como un equilibrio en movimiento.

 

Eugenio Rivas Pérez, SJ, es un jesuita nacido en Camero, República Domenicana. Realizó sus estudios de Filosofia en el Instituto Filosófico Pedro Francisco Bonó de Santo Domingo, Teologìa en la Facultad Jesuita de Teologìa y Filosofia (FAJE) DE Belo Horizonte, Brazil, en el Centre Sèvres (Facultés jésuites de Paris) y en la Gregoriana de Roma. Actualmente es profesor de Teodicea y Cosmolog^a en el Instituto Filosófico Pedro Francisco Bonó y de Teologia Fundamental en la FAJE.

 

A in-habitação De Deus na alma em graça nos escritos teólogicos de João de São Tomás, o.p. (1589-1644)

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Dos Santos Freitas Maia Américo Paulo

A in-habitação De Deus na alma em graça nos escritos teólogicos de João de São Tomás, o.p. (1589-1644)

“Tesi Gregoriana Teologia” 210

2014, pp. 368

978-88-7839-288-5  

€27.00
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Structure et théologie dans le Trito – Isaïe

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Abalodo Sébastien B.

“Tesi Gregoriana Teologia” 208

2014, pp. 368

978-88-7839-286-1  

€27.00
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L’unité thématique et théologique de l’œuvre d’Isaïe est un des themes les plus actuels en théologie biblique. L’œuvre la plus récente sur ce sujet est celle de J. Vermeylen, Le livre d’Isaïe: une cathédrale littéraire. Ce présent travail se veut également une contribution à l’unité des trois grandes parties de l’œuvre du prophète Isaïe à savoir: le Proto – le Deutero – et le selon laquelle le Trito-Isaïe. Il part de l’hypothése de Rolf Rendtorff le lien entre le Proto-Isaïe serait composé pour faire le lien entre le Proto-Isaïe et le Deutéro-Isaïe, et déduit que le Trito-Isaïe est le nœud de l’unité du livre. Le Trito-Isaïe comme nœud d’unité sera du point de vue rédactionnel et théologique, la partie la plus indiquée pour nous illuminer sur l’ensemble du livre en tant qu’unité. Ce dernier ne se retrouve donc pas par hasard à la fin du livre. Le rédacteur doit avoir une intention théologique précise en le placant sous forme d’epilogue et clé de lecture de tout le livre. Une analyse de la structure et de la théologie du Trito.Isaïe peut constituer en soi une contribution dans la recherche de l’unité du livre.

 

Sébastien B. Abalodo (1968), est religieux de la Société de Marie (Marianiste), originaire du Togo. Il a prononcé ses premiers vœux dans le Société de Marie en 1989. Après différents expériences missionaires, il a entrepris des études de philosophie et théologie. Il est ordonné prêtre dans la société de Marie en 2002. Six ans plus tard, il poursuit ses études et obtient un doctorat en théologie biblique à l’Université de la Grégorienne à Rome.

 

 

…perché il «piccolo» diventi «fratello»

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Gatti Nicoletta

“Tesi Gregoriana Teologia” 146

2007, pp. 400

978-88-7839-089-8 

€28.00
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