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Analecta Gregoriana

Direttore: Sergio Paolo Bonanni

I testi che costituiscono la collana sono il frutto di studi e ricerchecondotti da Professori o candidati al dottorato della Pontificia Università Gregoriana, e riguardanoSacra Scrittura, Teologia, Patristica, Diritto Canonico, Filosofia, Storia Ecclesiastica, Ecumenismo, Religioni non cristiane. Dal 1930 la collana ha pubblicato più di 300 volumi in 6 lingue: inglese, francese, tedesco, italiano, latino e spagnolo.



205 Il principio di oralità nel diritto processuale civile italiano e nel diritto processuale canonico

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Nicora Attilio

 “Analecta Gregoriana” 205

1977, pp. XXVIII - 637

978-88-7652-176-8  

€30.00
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207 Il principio di oralità nel diritto processuale civile italiano

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Nicora Attilio

 “Analecta Gregoriana” 207

1977, pp. XX - 333

978-88-7652-174-4 

€20.00
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This decision has given rise to an immense amount of comment from the twelfth century to the present day. Many authors (including Gratian) have asserted without hesitation that the Pope gave permission for divorce and remarriage, thereby acting ultra vires. These few words of G.H. Joyce pinpoint  the reason why a brief paragraph in a letter written in 726 by Pope Gregory II to St. Boniface has become well known. If the paragraph, known, from its opening words, as Quod (pro)posuisti and hereafter always referred to as Q.P.), is really an expression of approval for divorce and remarriage, it is at variance with the teaching of the Western Church that a consummated sacramental marriage cannot be dissolved even by a Pope and that, therefore, remarriage is impossible while both partners are alive. The consequences of this could be far-reaching. If these words of a Pope really contradict the present teaching of the Church on indissolubility, they call in question the status of that teaching by prompting the questions: by that right is it said that the present position has always been the accepted position on this point. If it were established that the Church’s present teaching about indissolubility reflected only one aspect of western tradition, that teaching would be much more vulnerable, more open to question by those who consider that, since the extrinsic indissolubility of consummated sacramental marriage has never formally been defined, the Church, for humane reasons, ought to permit divorce and remarriage in certain circumstances.

 

202 El matrimonio “in fieri” en la docrtrina de S. Ambrosio y S. Juan Crisóstomo.

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Soto José Marìa

 “Analecta Gregoriana” 202

1976, pp. XX - 240

978-88-7652-173-7 

€15.00
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201 La teologia de Lucas: origen, desarrollo, orientaciones

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Rasco Emilio

 “Analecta Gregoriana” 201

1976, pp. XL - 196

978-88-7652-172-0  

€15.00
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200 The requirement of perpetuity for the impediment of impotence

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Boccafola Kenneth E.

 “Analecta Gregoriana” 200

1975, pp. 160

978-88-7652-171-3

€10.00
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198 Ministerial consciousness: a biblical-spiritual study

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Cameli Louis John

Ministerial consciousness: a biblical-spiritual study

 “Analecta Gregoriana” 198

1975, pp. XVIII– 253

978-88-7652-169-0 

€15.00
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197 “Etat” chet le Cardinal de Berulle

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Preckler Fernando Guillen

 “Analecta Gregoriana” 197

1974, pp. XVI– 272

978-88-7652-168-3

€15.00
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195 L’estetica di Maurice Blondel

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Babolin Sante

 “Analecta Gregoriana” 195

1974, pp. XXIV– 226

978-88-7652-166-9  

€15.00
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Secondo Blondel oggetto dell’estetica in genere è il bello e bello è ciò che fa sì che un qualsiasi oggetto diventi simbolo di un processo soggettivo perfetto; il bello perciò è ciò che in qualsiasi oggetto o progetto ricapitola l0intero destino dell’uomo. Tramite la bellezza, infine, acquistano plasticità e aderenza i valori della vita umana nell’ordine della verità e della bontà, in dimensione individuale, sociale e universale. E, come il vero, è l’oggetto proprio dell’intelligenza e il bene della volontà, così il bello è l’oggetto proprio della sensibilità. Di conseguenza non è possibile uno sviluppo armonico dell’intelligenza e della volontà che prescinda da una maturazione della sensibilità. In tal senso l’estetica per Blondel, non è altro che un momento o un aspetto dell’educazione integrale dell’uomo. Però la sensibilità, con la quale è in relazione l’estetica, non è propriamente una facoltà, ma ciò da cui tutte le facoltà emergono e ciò in cui tutte in qualche modo convergono; e il bello tiene costantemente in esercizio tale sensibilità di fondo, ritoccando costantemente dal punto di vista formale l’oggetto specifico delle diverse delle diverse facoltà e dando così vita come ad un movimento di risonanza e di verifica nell’interiorità più profonda dello spirito.

 
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