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Documenta Missionalia



La riscoperta dell’identità religiosa

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Felix Körner (ed.)

“Documenta Missionalia” 38

2013, pp. 128

978-88-7839-246-5 

€23.00
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L’incontro fra le religioni ha bisogno di una base, un fondamento teologico, ma anche di una riflessione filosofica, un’analisi storica così come di un’espressione ufficiale delle comunità religiose a voler sinceramente incontrare gli altri. Dialogare con l’altro credente in sincerità non indebolisce la nostra identità religiosa? Per rispondere alla domanda si dà voce nel libro a sei esperti. S.E. Cardinal Jean-Louis Tauran, diplomatico vaticano e presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, offre un quadro teologico per comprendere le dinamiche dell’incontro fra cristiani e non-cristiani: la sfida dell’identità, dell’alterità e della sincerità. Il teologo pastorale P. Michael Sievernich, SJ (Francoforte) presenta la terminologia missiologica e analizza i diversi modelli di missione odierna: capillare, professionale e istituzionale. Professor Andrea Di Maio, filosofo alla Gregoriana, passa in rassegna i paradigmi argomentativi dei pensatori antichi e medievali nei dialoghi interreligiosi. Il teologo battista Harvey Cox (Harvard) propone un modello dell’incontro interreligioso come svuotamento di se stessi e, allo stesso tempo, riscoperta della propria identità. Frà Alberto Ambrosio, O.P. (Istanbul), islamologo, apre il tesoro concettuale ed esperienziale dei Sufi alla questione dell’identità. Rev. Bernard J. O’Connor, esperto nella ecclesial mediation, fornisce un quadro pratico per la risoluzione dei conflitti. 

Felix Körner, islamologo e teologo dogmatico presso la Pontificia Università Gregoriana.

 

Il Giappone nel dilemma fra tradizione e modernità

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Dentoni Francesco

“Documenta Missionalia” 17

1982, pp. IV - 135

978-88-7652-553-7 

€15.00
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Yanagita Kunio (1875 – 1962) è il padre della moderna scienza giapponese del folklore; ma il significato della sua opera va molto oltre la pur enciclopedica raccolta, da lui intrapresa, di tutti gli aspetti della vita giapponese tradizionale. Con alle spalle una famiglia ispirata ai valori nativi, un esordio da letterato, una carriera da burocrate, un’esperienza da giornalista si dedicò infine alla disciplina da lui fondata, impostata sulle scienze folkloriste occidentali ma intesa come risposta concreta al problema della rifondazione sociale e culturale del Giappone, della quale nei suoi anni si avvertiva forte l’esigenza. Nelle usanze, nei dialetti, nelle credenze, nelle tradizioni della gente comune egli individuò l’originaria identità culturale del Giappone e la offrì come punto di riferimento nelle inevitabili trasformazioni attraverso le quali si doveva passare. Il suo messaggio ha conquistato ancor più significato nel dopo guerra diventando egli stesso l’intellettuale più noto e letto nel Giappone odierno.

 

 

 

Prospettive di missiologia, oggi

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Dhavamony Mariasusai (ed.)

“Documenta Missionalia” 16

1982, pp. 418

978-88-7652-554-4  25,00 gr 650

€25.00
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La Facoltà di Missiologia della Pontificia Università Gregoriana celebra nel 1982 il 50° anniversario del Decreto con cui la S. Congregazione “de Seminariis et Universitatibus” in data 9 agosto 1932 erigeva in Facoltà la cattedra di Missiologia che il P. Monnens teneva nella Facoltà di Teologia della Gregoriana dal 1929. La nuova facoltà, la prima del genere eretta nella Chiesa, nasceva in un contesto storico di grande slancio nel mondo cattolico per l’evangelizzazione dei popoli non cristiani. Ispirats agli orientamenti delle encicliche Maximum illud  di Benedetto XV e Rerum Ecclesiae di Pio XI,, la neo eretta facoltà era chiamata a sviluppare quella “peculiaris scientia de Missionibus” che da alcuni anni andava progressivamente acquistando autonomia, sotto la spinta dei dati antropologici e dei problemi ecclesiali che l’espansione missionaria, propria di quel periodo, offriva alla riflessione scientifica e alla sollecitudine pastorale della Chiesa.

 

 

Classical Hinduism

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Dhavamony M.  

“Documenta Missionalia” 15

1982, pp. VII - 525

978-88-7652-482-0 

€30.00
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Hinduism has a span of three thousand years of history in which various forms of religious experience took shape and grew into a wide and rich variety of myths and cults, beliefs and practise, doctrines and disciplines, which have nurtured millions of Hindus throughout the ages. The exact ides of Hinduism is hard to define since the beliefs and practices of the Hindus differ greatly from one period of history to another, and within a given period, from one region to another, and within a given region, from one class of society to another. In its traditional form the chief distinguishing features of its development are Vedism, Brāhmanism, classical Hinduism, Sectarian Hinduism, Medieval Hinduism, Modern Hinduism and Contemporary Hinduism. These developments should not be considered as water-tight compartments, for they merge into one another. Hinduism has shown in its long history a marked propensity to assimilate rather than exclude various religious currents which once used to be considered alien to its own orthodoxy; this feature divides sharply Hinduism from other religions, for example, from Islam and to a certain extent at least in its beginning, Judaism; These religions in their strict form reject as false all other religious beliefs and practices.

 

 

G.W.F. Hegel’s Concept of Indian Philosophy

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Viyagappa Ignatius  

G.W.F. Hegel’s concept of indian philosophy

“Documenta Missionalia” 14

1980, pp. IV - 295

978-88-7652-481-3 

€20.00
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The subtitle of this dissertation “Brahman, the pure unity of thought within itself”, which epitomizes Hegel’s view of Indian philosophy and religion, is a phrase borrowed verbatim from Hegel’s The Encyclopaedia of Philosophical Sciences in Outline. The very fact that he discusses Indian thought in his Encyclopaedia draws one’s attention. For he himself considered this work one “thoroughly thought out for years and worked out with all earnestness for the subject matter and scientific requirement. This work presents to us his philosophical system in its entire outline. In order to work out that outline, he spent half of his life time. Indeed without exaggeration, “in its specific form, it presents us with Hegel’s final and the highest point of view, namely, the system of philosophy. The context in which Hegel discusses Indian thought in the Encyclopaedia, is another important factor which attracts our attention. For the discussion comes in the final section of the book focusing on “philosophy”, which means for Hegel “the unity of art and religion” and “the absolute form” of the absolute spirit (Ency., 573).

 

Meditation as a path to God-realization

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Muppayhyil Cyriac  

“Documenta Missionalia” 13

1979, pp. 159

978-88-7652-480-6 

€10.00
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This study on Meditation as a Path to God-realization is a modest attempt to under stand the idea-forces behind Hindu meditation as interpreted by Swami Prabbavananda. A study in his spiritual teachings will surely reveal the precious contents of Hindu meditation. An Indian Christian experience cannot disregard the salient features of Hindu meditation. The relative lack of study on Hindu-Christian meditation is an indication of the need for a new approach to Indian Christian thought. Within the Indian Church there is now a growing concern for dialogue with Hinduism. The consensus that there can be no fruitful dialogue based on doctrines alone is also growing. A dialogue with Hinduism demands a clear notion of its cardinal point of spirituality, namely meditation. It is with this hope that the present study is undertaken.

 

L’experience de la conversion chez les Basotho

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Richard Jean-Louis  

“Documenta Missionalia” 12

1977, pp. 236

978-88-7652-479-0 

€15.00
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En 1955, alors tout jeune missionnaire, nous proposions à nos supérieurs religieux d’entreprendre d’écrire l’histoire de l’Eglise au Lesotho. Le centenaire de la fondation de la mission approchait et il nous semblait que le temps était venu de tenter une appréciation du travail accompli. Malgré tout l’intérêt qu’ils manifestèrent pour le projet, ils jugèrent que les circostances ne le permettaient pas. Dix-sept années de travail missionarie au Lesotho, dont quinze dans les montagnes, devaient se passer avant que le projet ne reprenne vie. Encouragé par les déclarations contenues dans le décret Ad Gentes de Vatican II sur la nécessité de la recherche missiologique en fonction tant des problèmes doctrinaux que de l’activité missionarie concrète, et stimulé par les trasformations rapides que connaissair l’Eglise du Lesotho, nous proposions de nouveau à nos supérieurs, en 1972, d’entreprendre des recherches sur l’expérience missionarie en ce pays.

 

 

 

La congregazione e il Collegio di Propaganda Fide di J.B. Vives, G. Leonardi e M. De Funes

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Piras Giuseppe

“Documenta Missionalia” 10

1976, pp. 154

978-88-7652-477-6 

€10.00
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Nel 1622 Gregorio XV fondava la Congregazione de Propaganda Fide e nel 1627 Urbano VIII il Collegio omonimo. L’istituzione del dicastero missionario, quale organo centrale e supremo per la propagazione della fede e del Collegio Urbano per la formazione di chierici secolari, con lo scopo di propagare e difendere la verità cattolica in tutto il mondo, nella storia della chiesa significano la volontà del papato di recuperare nei confronti del potere laico e degli ordini religiosi, la giurisdizione sull’attività missionaria, compromessa dalle concessioni fatte dai pontefici ai re portoghesi e spagnoli. La nascita di Propaganda non è dovuta ad una decisione del Papa, ma di uomini che si fanno portatori e maturano l’idea che il pontefice recuperi il ruolo di guida dell’evangelizzazione dei popoli, della necessità di istituire alle sue dirette dipendenze gli organi capaci di realizzarla e dirigerla e si fanno promotori di tentativi ed esperimenti diversi.

 
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